23 - 26 luglio 2005
Un lungo week-end tutto per me a Vipiteno

Eccomi qua, dopo il tour de force delle tasse finito mercoledì con l'ultima giornata mozzafiato, arrivando in banca sul filo del rasoio per pagare le tasse della mia azienda e dei miei clienti (che ovviamente arrivano all'ultimo minuto, se no a noi chi ce lo dà il cardiopalma?) non ce n'era più per nessuno.
La voglia di lavorare è ai minimi storici, nemmeno quando lavoravo in un posto che non mi piaceva ero così negativa. Gli ultimi due giorni sono uno strazio: davanti al pc a pensare "che scatole! perchè l'orologio non avanza?"... ma ovviamente venerdì arriva e così sabato si parte!

Premessa: avevo in programma di andare via con mia madre, la mia ottima compagna di viaggi (abbiamo gli stessi gusti), ma lei mi ha bidonato (altri impegni). E io ho deciso che comunque era ora di lasciare Ravenna e cambiare aria per rigenerarsi, così ho preso la grande decisione di muovermi da sola. Ovviamente una stanza da sola costa ben di più che a dividerla in 2. Per l'esattezza 11 € in più... ma tanto ne avevo bisogno, quindi il mio conto corrente non si accorgerà di aver € 33 in meno: è già ai minimi storici (sigh!).
Seconda premessa: io o non faccio niente per tutto l'anno oppure faccio tutto in una volta sola. Cioè, dopo quasi un mese di tranquillità casalinga (o quasi), venerdì sera cena con le colleghe a più di un'ora di auto da casa (ovviamente organizzata da me) a Casola Valsenio, paesino dei nostri colli che tutti i venerdì estivi organizza un fantastico mercatino delle erbe mentre i ristoranti della zona preparano menù speciali a base di erbe. Non contente della serata a gozzovigliare con non so quante portate, alle due di notte, rientrate in città ci siamo infilate in un forno specializzato in bomboloni ;)
Così sono finita a dormire alle 3 di notte... alle 4 e mezza un fortissimo temporale mi ha svegliata, ma nonostante questo alle 8 ho aperto gli occhi e mi sono alzata a chiudere le valigie, sistemare casa prima di uscire, ragguagliare i gatti su come comportarsi in mia assenza (ovviamente li ho anche dovuti distrarre con scatoletta golosa così che io potessi uscire e loro no!) e via dicendo...

Partenza alle 10.30, dopo un caro pieno all'auto (la mia auto nuova è bellissima, ma ha un difetto che la precedente non aveva: beve).
E' tutta autostrada, più o meno 425-430 km: Ravenna-Bologna-Modena-Brennero. Ovviamente a Modena sud rimango bloccata per incidente, ma sono in vacanza, chissenefrega, io spengo il motore e apro i finestrini: fuori ci sono 28 gradi e un bel venticello non te li fa sentire. Harry Potter (il sesto tomo, in inglese: non posso aspettare che me lo traducano!) è proprio lì di fianco a me, strategicamente posizionato dentro allo zaino e non nel bagagliaio.
E mentre tutti escono dalle auto, si attaccano ai cellulari per chiamare e dire che siamo bloccati, io sono a Hogwarts e me la godo. Oso quasi dire che quando si riparte mi dispiace... ma non troppo, insomma, voglio raggiungere la mia meta!
Verso Verona pranzo al sacco nel parcheggio dell'autogrill. L'imperativo di questa vacanza è "non andare al ristorante". I soldi scarseggiano, io in vacanza sono bravissima a trovare modi incredibili per spendere soldi, quindi almeno evito di spenderli al ristorante.
L'autostrada è bella trafficata, ma più vado a nord, meno sono le auto: quasi tutte straniere. E poi con la macchina nuova mi scopro amante della velocità: non sorpasso i limiti (ogni tanto si, ma di pochissimo... giuro), ma ho smesso di passare il tempo nella corsia di destra a stare dietro ai camion perchè ho il terrore di mettermi in corsia di sorpasso a causa della macchina che non ha ripresa: questa non sarà una Ferrari, ma più ripresa della Corsa ce l'ha!
Finalmente arrivo a Vipiteno, ora devo dirigermi all'agriturismo che mi ospiterà: trovo Stilves subito perchè le indicazioni sono facilissime e mi ritrovo in un paesino da favola.
Se non fosse per l'asfalto direi di essere stata sbalzata indietro nel tempo: le case sono muri bianchi e legno scuro, le strade sono strette e tortuose, praticamente inesistenti e create dagli spazi tra le case, le fontane sono tante e in pietra o legno, due delle quali hanno delle sculture di santi (credo) in legno che sono molto caratteristiche.
E il mio agriturismo (indicato benissimo nonostante l'intrico di stradine), Saxlhof, è proprio una fattoria da favola: le mucche nella stalla, le papere che passeggiano davanti alla porta e a pochi metri dalla stessa porta, un ruscelletto in miniatura... ovviamente la presenza delle mucche implica la presenza pure di un letamaio, di mosche e del relativo odorino "di campagna" che nelle favole è sempre omesso per questioni di propaganda. Però a me piace così, mi ricorda l'infanzia, quindi è ok.

Se volete dare un'occhiata all'agriturismo: Agriturismo Saxlhof
C'è anche un gatto che mi aspetta, è una micia dei vicini di casa: è molto per bene e si fa accarezzare a dovere.
Mentre scarico la macchina si prepara un bel temporale con tuoni e lampi, così io mi chiudo in camera, mangio qualcosa, mi ributto nella lettura, poi nanna.

Domenica mattina la dedico a Vipiteno, una piccola città davvero carina, piena di vita e di iniziative.
Putroppo essendo domenica era tutto chiuso, a parte i bar.
Ho individuato subito la mia preda preferita: la Konditorei. Konditorei significa "pasticceria" in tedesco. Non so nelle vostre città, ma a Ravenna la pasticceria, di regola è quella che ti vende le paste e le torte (intere): tu te le porti a casa e poi te le mangi lì. Pochissime sono quelle che invece ti fanno pure sedere e hanno una "sala da the".
Nei paesi tedeschi invece la Konditorei è una cultura diversissima che non da me. Ti siedi, fai colazione con una bevanda, una fetta di torta (sempre stupende) o una pasta. Ci puoi stare seduto quanto vuoi anche se hai consumato tutto... un posto dove rifugiarsi, chiacchierare, passare il tempo... insomma, essendo in giro da sola: un posto ideale dove trascorrere qualche momento.
Passato un po' di tempo a gironzolare per la città, senza negozi, comincio ad annoiarmi, così decido di puntare verso i due castelli che si vedono proprio fuori della città.
Per chi non lo sapesse, io ho una sconfinata passione per i castelli e tutto ciò che è medievale... da cui segue un amore incorruttibile pure per il fantasy che dal medioevo attinge a piene mani.
Proprio poco più a sud di Vipiteno ci sono Castel Tasso e Castel Pietra e le indicazioni sono facilissime.
Arrivo sotto la collina di Castel Tasso e devo lasciare l'auto perchè si sale a piedi (per una senza polmoni e pigrissima come me sono dieci minuti di salita...fattibile, insomma).
Un cartello mi dice che per un soffio ho perso la visita guidata, unico modo per vedere il castello. Prossima visita alle due di pomeriggio: più o meno tra tre ore... beh, mi fermo all'interno della cinta muraria dove si entra senza problemi, trovo una bella pietra, mi siedo, dal mio zaino spunta Harry Potter, ho un bel sacchetto della Konditorei che contiene due belle fette di torta (da acquolina) per il mio pranzo e buona lettura! Siccome però io sono furba... ho dimenticato l'acqua in auto, così scendo in auto e poi risalgo: tutta salute e ne ho proprio bisogno!
Il castello è proprietà privata e non si può visitare tutto, l'ingresso costa 5 € e ti fanno entrare solo se si raggiunge il numero minimo di 4 visitatori. La guida è una ragazza molto carina che passa, con mia grande invidia, dall'italiano al tedesco come se fossero la stessa lingua.
Il castello è davvero molto ben conservato e ti fa capire quanto spartana fosse la vita nel medioevo e quanto bella è la nostra!
Dalla guida scopro che Castel Pietra, che si trova dall'altra parte della valle, proprio di fronte a noi, è anch'esso proprietà privata ma non è visitabile.
Così opto per un rientro in stanza dove... dopo un po' di lettura crollo addormentata fino a sera... d'altronde i 450 km di autostrada in solitaria del giorno prima cominciavano a dare i loro segni.
Lunedì decido che è ora di andare a vedere Bressanone di cui tutti mi parlano strabene. Si trova a soli 20 km, quindi è vicinissimo. Però quando arrivo in prossimità della città mi prende voglia di fare un salto nel mio passato. Esattamente 30 anni fa io ero in vacanza con la mia famiglia a Brunico, così leggendo l'indicazione e la distanza (36 km), cambio direzione e vado là.
30 anni fa io ne avevo neanche 5 e di Brunico ricordo soltanto gli scoiattoli che il mio fratellino (Giovanni, all'epoca 2 anni) vedeva ovunque e che io invece non vedevo mai... quindi ero molto gelosa e arrabbiata.
Arrivo a Brunico, che è in Val Pusteria, zona sempre di lingua tedesca, parcheggio in un'area gratuita, ma che sembra abbastanza lontana dal centro e mi incammino su un sentiero pedonale e ciclabile che si snoda lungo il fiume. Intanto telefono a mia madre e le dico dove sono. Lei si stupisce perchè sapeva non essere una delle mie mete prefissate, poi mi dà un paio di indicazioni per trovare il luogo dove c'era il nostro albergo di 30 anni prima.
Arrivo in pochissimo tempo in centro, una strada che taglia la montagna per la larghezza è la strada principale, quella del passeggio, delle vetrine e la più antica. Scovo una libreria (mio fratello Alessandro me l'aveva consigliata) stupenda: 4 piani di libri di tutti i tipi, ovviamente diciamo anche che 4/5 di questi libri è in tedesco. Però mi fa rabbia vedere che una città così piccola può avere una libreria così grande, mentre a Ravenna nemmeno a sognare: significa che la cultura dei libri qui è molto più forte... ah!
Le vetrine sono tutte interessanti e i monumenti sono indicati in modo chiarissimo. E, cammina cammina, arrivo a vedere questa "piazzetta con una colonna e in cima alla colonna una santa" che mia madre mi aveva indicato come luogo del nostro albergo. Mi siedo ad un caffè per un capuccino (il mio terribile tedesco fallisce e devo optare per un po' di sano italiano: "brioche"!!) e chiamo mia madre. Le descrivo la zona e... beh, insomma, sono seduta esattamente al caffè dell'albergo Krone, quello di 30 anni fa! Evviva! Sarà banale, ma mia madre si è un po' emozionata, io pure, anche se il vederlo non mi ricorda niente e, quando l'ho raccontato, pure mio padre si è messo a ridere.
Foto alla piazzetta, foto all'albergo (mia madre ha confermato: è tutto uguale a 30 anni fa) e poi via, verso il castello di Brunico. Credevate che finissi a pochi metri sotto ad un castello e non ci andassi? Anche qui sentierino a piedi, anche qui 10 minuti per i polmoni spolmonati che mi ritrovo.
Qui la visita al castello (che ospita una scuola elementare: pensate che fortuna studiare in un castello!) costa solo 2 €, ma è senza guida e si vede pochissimo: una decina di minuti ed è fatta. Tornando verso la macchina, mi fermo ad un supermercato per comprarmi il pranzo e rifaccio la stradina lungo il fiume: davvero piacevole e rilassante.
A questo punto dovrei fare il pranzo, ma nel tragitto supermercato-auto, visto che la sportina pesava non poco... ho bevuto uno yogurt di quelli da bere e non ho più fame, così dritta verso la meta iniziale della giornata: Bressanone.
E' una città davvero affascinante, mi piace un sacco. Strade molto caratteristiche e negozi stupendi! Non faccio molto la turista culturale: sinceramente dopo una giornata su e giù ho voglia solo di gironzolare. Mi fermo ad un bar e mi concedo una super coppa di gelato all'ananas al posto del pranzo (quel che ho in auto andrà bene anche per cena, no?). L'ho detto che riesco a spendere anche senza entrare nei ristoranti!
Sono abbastanza stanca di portarmi a passeggio la macchina fotografica e così la tiro fuori soltanto per un paio di scatti di particolari che io adoro molto.
La mia passeggiata prosegue e arrivo all'auto dopo chilometri di strada, i piedi che cominciano a fare male e le mani piene di pacchi, pacchetti e sportine varie.
Riesco pure a farmi venire il panico per 5 minuti perchè le chiavi dell'auto hanno deciso di nascondersi ben benino nello zaino, ma per fortuna le trovo (onestamente, se perdessi le chiavi della macchina mentre sono a 400 km da casa e a 20 dall'albergo: che cavolo faccio???).
Sosta di nuovo al supermercato, questa volta devo fare scorta di schuettelbrot (è un pane croccante fatto con farina di segale): Alessandro, mio fratello ne va matto e chiunque si avvicini al Tirolo è tenuto a fare scorta per lui. Poi ho scoperto che i succhi di frutta sono più a buon mercato... quindi... incetta anche di quelli... e di altri ammenicoli alimentari vari.
Credo che non avrò bisogno di fare la spesa per mooolto tempo. hehe...
E poi... dritta in camera! Piove di nuovo: qui ogni sera arriva il temporale e piove, anche la domenica è stata così...


La mia pigraggine cronica si è ribellata alla giornata di troppe camminate: mi trovo una vescica grande come l'unghia di un pollice proprio sotto l'alluce sinistro... bah!!! insomma, nemmeno posso provare a fare la persona attiva che mi autoribello... che tragedia che sono...

Martedì mattina, il piede è in fiamme... scendo per fare colazione che fatico pure a fare gli scalini... che figura patetica! Incontro il gatto rosso che è fotografato nel sito dell'agriturismo: un gattone molto per bene e affabile, si fionda verso di me non appena cerco la sua attenzione e si prende la sua dose di coccole. Poi, non soddisfatto, si apre pure la porta della stanza dove sto facendo colazione, si lancia sulla panca di fianco a me e io: con una mano faccio colazione e con l'altra pago il soggiorno sotto il suo tetto al gatto facendogli tutte le coccole che richiede. Quando è stanco, scende dalla panca, salta sopra l'impalcatura in legno che è attorno alla Stube e si mette a dormire come un pascià. Ovviamente le padrone poi mi dicono che è il suo posto preferito... mica scemo, è un gatto!
Purtroppo la macchina fotografica è in stanza...

Carico la macchina, saluto i signori e via verso Vipiteno a prendermi la rivincita della domenica con tutto chiuso! Prima tappa... la farmacia... la vescica mi fa sembrare una storpia scema: la camminata con vescica è davvero patetica... il cerotto che mi vendono rende un po' meno patetica la mia camminata, almeno quello.
Ovviamente cosa visito? La super libreria che c'è anche qui: due piani di libri e cartoleria... anche questa sovradimensionata se si trattasse di una cittadina della Romagna... riesco a comprare solo cartoline, un libricino da un euro (in tedesco, continuo a sperare di farmi prendere dalla voglia di reimpararlo) e... beh, non posso dirlo, magari qualcuno legge e non deve sapere... però sono felice di essermi fatta avanti con i regali!
Ovviamente poi dove vado? Ma nella mia Konditorei! Cappuccino e fetta di torta alle fragole... e intanto ho scritto una lettera ad un corrispondente... come adoro quei posti!
Poi compro il pane che mia zia mi ha commissionato (tutti malati di Tirolite a casa mia!!!) e finalmente alle 11.30 parto per tornare a casa.

Il viaggio di ritorno è stato liscio come l'olio. Niente traffico, niente incidenti, solo strada scorrevole e in poco più di 4 ore sono a casa.

Il viaggio è finito. Ora ho ancora un giorno per oziare poi si torna in ufficio. Le cose devono finire, è ovvio. A chi mi chiede se sono triste ho già risposto: "no, io sto già pensando a dove andrò la prossima volta!".

26.07.2005