Iacobus
Matilde Asensi


Il Tesoro dei Templari
Steven Sora


Gotico Rurale
Eraldo Baldini


La verità del ghiaccio

Dan Brown
L'isola dei morti
Valerio Massimo Manfredi

1984

George Orwell
O me o muuh!
Katarina Mazetti
Il Mistero del Candelabro
André Soussan

Il Bar Sotto Il mare

Stefano Benni
Prima di Mezzanotte
Andrew Klavan
Le Ore
Michael Cunningham
Moll Flanders
Daniel Defoe
La Bisbetica Domata
Shakespeare


Iacobus

Non conoscevo Matilde Asensi fino a che poche settimane fa non ho comprato questo libro.
Subito appena l'ho mostrato a mia madre, slta fuori che anche lei ha comprato un libro suo e poi pure mio padre si aggiunge alla lista degli interessati all'Assensi... sento anche il suo nome alla radio... insomma, improvvisamente in giro sento parlare solo di questa scrittrice. Alla faccia delle coincidenze!

Iacobus è ambientato in Francia, Spagna e Portogallo nel 1315: l'ordine dei Templari è appena stato sciolto e la maledizione che Jacques de Molay, gran maestro dell'Ordine, lancia ai suoi aguzzini dal rogo in cui sta morendo si è avverata: Filippo il Bello, Guglielmo di Nogaret e Clemente V sono morti nel giro di un anno e in modo atroce e misterioso.
Ma sono state morti accidentali o c'è un disegno dietro ad esse?
E il tesoro dei Templari, le ricchezze che essi possedevano e che avevano permesso loro di fare prestiti a regni e papato... dove è finito?
Ma i Templari esistono ancora?
Galceràn de Born, monaco dell'ordine degli Ospitalieri di San Giovanni è chiamato a far luce su questi misteri.

Il libro è raccontato in prima persona, da Galceràn: è la sua storia, il suo punto di vista su accadimenti di un'epoca che ha segnato moltissimo i secoli futuri.
L'ennesimo libro sui misteri dei Templari, però ammetto che, nonostante sia un argomento per me trito e ritrito, il libro non è banale, si legge molto bene e tutto d'un fiato.

Per coloro che amano i libri a sfondo storico lo consiglio tantissimo, soprattutto per lo spaccato sul pellegrinaggio a Santiago de Compostela in epoca medievale che è davvero apprezzabile.

21.06.2008


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Il Tesoro dei Templari

Questo libro non è un romanzo, ma vuole essere un'indagine volta a fare luce su un misterioso tesoro nascosto in Nuova Scozia, su un'isoletta chiamata Oak Island, isola che da più di 3 secoli attira cacciatori di tesoro e che ha visto iniziative incredibilmente costose volte a raggiungere tale tesoro. L'autore, già dalle prime pagine ipotizza che questa buca del tesoro contenga il famoso Tesoro dei Templari, quello che sarebbe stato trafugato prima che gli ultimi templari fossero messi al rogo da Filippo Il Bello di Francia e che non è mai stato trovato.
Tanti autori e studiosi hanno favoleggiato attorno a questo tesoro che sembra contenere, tra le tante cose, il segreto del Santo Graal.
Fino a qui, niente di negativo: questa buca ha attratto tante persone, tante teorie e l'autore affronta la sua.
La cosa negativa è come l'affronta. E' ripetitivo: la stessa cosa è detta, ridetta e rienunciata ancora una volta. Senza cambiare niente, semplicemente tornando sulla questione di capitolo in capitolo; anzi, a volte ripetutamente nello stesso capitolo. E senza utilità all'esposizione.
Si potrebbe dire che il libro, scritto con un minimo di capacità espositiva, avrebbe potuto essere di 50 pagine invece che 274.
E questo dice già un bel po'.
Poi, dal mio punto di vista, il quale però è sicuramente travisato dalla noiosità espositiva, non vedo basi sicure su cui l'autore possa far partire la sua teoria. Tanto più che nel finale rielenca (ancora una volta) le tante teorie che sono state fatte sul contenuto di questa "buca del tesoro" da altre persone escludendole così, per partito preso. Senza giustificazioni valide.

Sinceramente, se volete farvi affascinare dai misteri che avvolgono la storia dei Templari, ci sono libri migliori.

13.01.2008


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Gotico Rurale

Conoscete Eraldo Baldini?
Io fino a poco fa lo conoscevo solo perchè è uno scrittore ravennate, ma non avevo letto niente di suo.
A inizio dicembre ho letto Gotico Rurale e ve lo consiglio caldamente!
E' un libro di racconti brevi, ambientati tutti nelle campagne romagnole, tranne uno che è ambientato in Val di Fassa... zona molto nota ai ravennati.
Sono racconti noir, che fanno venire un brivido su per la schiena niente male. Racconti ambientati in luoghi tutto sommato non sconosciuti, non solo perchè nelle descrizioni rivedo la mia terra, ma anche perchè la civiltà dei piccoli borghi di campagna o di collina è qualcosa che non mi è sconosciuto e in cui mi è sempre piaciuto immedesimarmi... e così il brivido che mi corre lungo la schiena è ancora più... freddo!

Insomma, il racconto non è ambientato in una campagna americana che posso conoscere solo per altre letture, ma è qui... il marcio è qui... la paura è qui... il paranormale è qui... ed è più reale!
Fantastico!

03.01.2008


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La verità del ghiaccio

Uno degli interrogativi più grandi dell'umanità è scoprire se c'è vita al di fuori del nostro pianeta.
E' sato trovato un meteorite, sepolto sotto i ghiacci del Polo Nord, con fossili di insetti: la prova che nello spazio esiste vita. Un Team di esperti chiamato a studiarlo e a prepararne la presentazione televisiva al mondo scopre che è un falso e da qui nasce una sequenza incredibile di avventure.
Perchè è in pericolo la credibilità della NASA stessa e di politici molto importanti...
Un'avventura davvero avvincente che ti lascia con il naso incollato pagina dopo pagina perchè vuoi scoprire cosa succederà.
E' il terzo libro che leggo di Dan Brown e, non c'è che dire, le avventure le sa scrivere molto bene. Anche se io non lo vedo come questo gran Dio di scrittore come molti lo acclamano essere. Ha sicuramente un modo di scrivere avvincente e ben strutturato. Ma rimane un autore di avventure. E continuo a preferirgli Crichton...


18.08.2007


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L'isola dei Morti

E' un libretto che si legge in poche ore, una storia breve ma carina, scritta con la sua sempre buona capacità descrittiva.
E' l'avventura di alcuni archeologi a Venezia. Si tratta di archeologi di quelli "nostrani": studiosi abituati a mettere le mani nella terra e nel fango, non certo degli Indiana Jones. Ma il sospetto di un furto da un sito fa vivere loro una piccola avventura.
La storia nasce da un fatto vero: il ritrovamento di due relitti medievali nella laguna veneta, avvenuto alcuni anni fa. Poi Manfredi, con la sua solita capacità di narratore, riesce a ricamarci sopra un giallo storico niente male.
Anche se io mi aspettavo un finale più chiaro... o forse non è stato chiaro a me soltanto per via della febbre che ho in questi giorni...


29.01.2007


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1984

Mi sono data alla lettura di questo libro che conoscevo solo per gli accenni che se ne fanno in giro: vuoi perchè Il Grande Fratello oramai è nominato ogni 2 per 3, vuoi perchè mi ricordo bene i tempi di Sex Crime degli Eurithmics (che se poi non ricordo male era pure la colonna sonora di un film che era tratto proprio dal libro)... e via così.
Però al di là del fatto che fosse un libro di fantascienza degli anni 50, di più non sapevo. Per questo mi aspettavo qualcosa sullo stile di Ray Bradbury o Philip Dick: insomma, qualcosa come Fahrenheit 451 o come i racconti futuristici e disperati di Dick.
Ma qui siamo ancora più avanti... il libro è davvero "senza speranze": inquietante, spietato, assolutamente negativo. Assomiglia, come concetti a Fahrenheit 451, ma mentre lì c'erano speranze, qui invece c'è l'assoluta certezza che si è condannati...
un regime totalitarista che pur di esistere è arrivato a controllare ogni secondo della vita dei suoi adepti: i membri del partito. una società divisa in 3 grandi caste: il partito interno: la casta privilegiata, il partito esterno: qualcosa rispondente al ceto medio di ogni società e infine i prolet: persone "inutili", poco intelligenti, e quindi poco meno che animali.
I due ceti sociali più elevati, per poter far funzionare il sistema, sono controllati giorno e notte: gli schermi dei televisori non si possono spegnere, ti possono ascoltare ovunque tu vada, viene controllato pure ciò che dici nel sonno.
E se sgarri... se commetti uno "psicoreato" (non esistono leggi da infrangere, ma devi pensarla come tutti, se no commetti uno psicoreato), vieni preso e "riconvertito".
Si, perchè il concetto è che se si uccidono le persone che si oppongono al regime, si creano dei martiri. E i martiri sono un esempio per chi non è completamente asservito al regime... si creano degli idoli! E quindi prima di uccidere un oppositore, per mezzo di ogni tipo di tortura si arriva a plagiarlo... a farlo diventare convinto della correttezza e degli ideali del Partito. Solo dopo lo si uccide.
Non so perchè abbia deciso di leggere un libro così grigio e deprimente nei suoi messaggi in un periodo come quello prenatalizio...
Non posso dire che mi sia piaciuto, ma non credo che voglia piacere... vuol solo essere una feroce condanna ad ogni tipo di regime totalitarista, è un chiaro esempio di come la pensavano in tanti nei primi momenti della guerra fredda... la fantascienza di quel periodo è davvero tragica... fa paura!


08.12.2006


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O me o muuh!

Probabilmente vuole essere un libro comico, quantomento divertente.
Sicuramente è scritto con brio e con ironia, ma personalmente ho trovato questo libro straziante.
Forse sarò fuori dal coro, ma ho trovato tragica la descrizione della solitudine dei due protagonisti e il loro mondo "vuoto" e difficile da riempire.
E' la storia di due persone sole che vivono in mondi diversi ma che si incontrano e si amano. Solo che i loro mondi e i loro modi di vedere il mondo è talmente differente che alla fine la storia d'amore ne subisce le conseguenze...
Non posso dire che sia un brutto libro, ma mi è stato prestato come un libro in cui si ride tanto e io invece ho quasi sempre avuto voglia di piangere. Mah...

27.10.2006


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Il Mistero del Candelabro

Mi sono ritrovata in mano un mesetto fa questo libro, che in verità ho letto più di 2 anni fa.
E' un libro di avventura, un po' stile Il Codice da Vinci, per intenderci.
Ambientazione romana,trama bella incalzante e coinvolgente. Oggetto del mistero: la Menorah, il candelabro a 7 bracci ebraico che ai tempi dei romani fu sottratto dal Tempio di Gerusalemme e si sospetta essere, nel libro, in mano al Vaticano.
Non ricordo benissimo tutta la storia, ma ricordo che mi ha fatto passare davvero delle belle ore emozionanti cercando di andare avanti a leggere ancora una pagina prima di dormire per vedere cosa accadeva...


17.03.2006


Il Bar Sotto il Mare

Benni è un autore che adoro! Come mi fa sentire di buon umore lui ci riescono davvero in pochi. E poi, sarà che è pure delle mie parti, insomma, nei suoi assurdi libri io mi ci sento sempre un pochino a casa.
Il Bar sotto il Mare inizia in una notte di nebbia, mentre il protagonista segue un vecchio signore molto distinto che si incammina per un molo, scende sotto il mare ed entra in un bar. E qui, tutti i presenti, uno alla volta raccontano una storia, compreso il nostro protagonista (per 4 pagine di protagonismo!).
Sono tutti racconti in puro stile Benni! Divertenti e leggibili anche senza prendere il libro dalla prima pagina e andando in ordine come capita per ogni libro (o quasi) che si rispetti (o quasi).
I più divertenti sono i racconti ambientati nel paesino di Sompazzo e il racconto di Beauty e Pronto Soccorso. Il più cerebrale è il racconto del cane nero e il più ostico è il racconto della sirena.
Ma bellissimo è pure il racconto in puro stile "Edgar Allan Poe" Oleron...
A dire il vero non ne scarto nessuno!!! E ogni tanto è divertente riprendere il libro in mano e rileggerselo in qua e in là.

23.05.2005


Prima di Mezzanotte

Questo libro, come tantissimi altri, proviene dall'inesauribile libreria di mia madre.
Due protagonisti: il giornalista davvero "figlio di ....", protagonista in prima persona (racconta lui la vicenda), che riesce subito nel suo intento di farsi odiare: tradisce la moglie, frega i colleghi, è senza scrupoli, beve, fuma come una ciminiera... un perfetto str.... che se lo dice pure da solo.
Il secondo protagonista è un detenuto condannato a morte: l'esecuzione deve avvenire per la mezzanote del giorno stesso. Anche lui non riesci ad amare. Si dichiara innocente e i casi sono due: se lo è davvero, è un personaggio che ti ispira solo pena e compassione, se non lo è, ti trovi davanti il più patetico criminale della storia letteraria: impaurito, per niente sprezzante del pericolo, credente in Dio in modo maniacale, attento a non ferire gli altri...

Eppure la storia è più che avvincente: al giornalista viene affidato l'incarico di intervistare il detenuto nel suo ultimo giorno di vita per "catturare l'aspetto umano" della vicenda, nel puro cinico stile giornalistico; l'incarico è dato a lui come ripiego perchè la diretta interessata si è sfracellata con la sua auto ed è in fin di vita all'ospedale. Il giornalista, indagando un poco sul caso, sente che ci sono cose non chiare: si è cercato di dichiarare molto in fretta l'imputato colpevole per poter dare in pasto all'opinione pubblica anche un cattivo bianco, in uno stato del Sud degli Stati Uniti dove i cattivi sono troppo spesso di colore e questo non fa bene alla politica.
E così ci si trova a percorrere i processi mentali di chi sa che tra poche ore verrà giustiziato con un'iniezione letale e di chi, non senza notevoli interessi personali, fa di tutto per dimostrare l'innocenza di questo povero sfortunato... il tutto praticamente minuto per minuto in una caldissima giornata estiva, con un crescendo di tensione ed un discreto ritmo narrativo.

Ammetto che stanotte, verso le 5 di mattina, durante una delle mie nottate quasi insonni, presa dalla stanchezza personale, sono dovuta andare a sbirciare l'ultima pagina per capire come finiva... però vi assicuro che in "condizioni" di lettura normali, si riesce a rimanere incollati alle pagine, una dopo l'altra senza sentire la necessità di "sapere come va a finire" (cosa che di solito faccio quando un libro non mi piace e cerco di velocizzare l'arrivo dell'ultima pagina: se un libro è avvincente, non hai bisogno di fare altro che lasciarti trasportare dalla narrazione).

05.05.2005


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Le Ore

Ho comprato questo libro un giorno che dovevo prendere il treno per andare a Bologna ad un convegno. Mi sono trovata all'edicola della stazione a cercare qualcosa di decente per ingannare le due ore abbondanti di treno che mi aspettavano quella giornata e ho faticato un bel po' a farmi ispirare: vuoi perchè l'edicola non è il posto dove abitudinalmente scelgo i libri, vuoi perchè forse era pure il giorno in cui niente mi andava a genio. Poi ho visto questo libricino smilzo smilzo con in copertina le foto delle protagoniste del film che è stato tratto proprio da questo libro. Il film mi era piaciuto e mi sono detta che poteva essere interessante vedere come era il libro originale.

Le Ore racconta tre storie ambientate in tre epoche diverse e ognuna con una donna protagonista. All'inizio non semrba, ma le storie sono legate una all'altra da un sottile filo: La Signora Dalloway, libro di Virginia Wolf.
La prima storia vede come protagonista Virginia Wolf proprio all'epoca in cui si accingeva ad iniziare la stesura del libro in questione.
La seconda storia ha come protagonista Laura, moglie e mamma nella California del dopo guerra (1949) che inizia a leggere proprio La Signora Dalloway.
La terza storia è ambientata oggi e vede come protagonista Clarissa, soprannominata da un amico carissimo Signora Dalloway.

Non è il genere di libri che leggo di solito, ma mi è piaciuto molto. E' estremamente intimista, preciso nelle descrizioni, maniacale nel seguire i percorsi logici e quelli illogici dei personaggi, sempre in bilico tra salute e insanità mentale. Ogni nome che passa nel libro è visto dentro e fuori: non si ferma a descrivere con cura le tre protagoniste, ma ti dà uno spaccato del mondo visto da tutti coloro che queste incontrano.
E poi il modo incredibile con cui le tre storie si legano...



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Moll Flanders

Io non ho assolutamente una cultura classica e fino a pochi anni fa ho snobbato i classici categoricamente. Negli ultimi tempi, mi capita di decidere di provarne uno o due. I risultati sono alterni, una volta li amo, una volta li detesto e cerco solamente di finirli per passare oltre. Questo è uno dei libri che appartiene alla seconda categoria. Ho letto nella prefazione, prima lo ignoravo, che è in assoluto il primo romanzo mai scritto. E quindi ho avuto piacere di leggerlo per sapere dove è nata la tradizione letteraria che divoro con tanta passione da sempre.
Però il signor Defoe, ovviamente, non è ancora un autore che scrive una storia per il piacere di raccontare. Lui la scrive per la morale, per dare un ammonimento. In questo caso è un moralismo davvero stretto.
Moll Flanders è un concentrato di depravazione, più che altro per costrizione e necessità, ma comunque sempre depravazione, di una forza unica. Il libro è raccontato in prima persona, e questo rende il tutto ancora più pesante da leggere, perchè chi si denigra da solo a me fa un effetto orribile, sarò figlia dei miei tempi...
Giunta ad una certa veneranda età, la signora decide di raccontare tutta la sua vita affinché chi si trovi nelle sue stesse disgraziate situazioni abbia da imparare dalla sua esperienza per evitare i suoi errori.

La cosa che mi piace del leggere libri scritti in altre epoche storiche è vedere come erano i costumi del tempo. Ovviamente è una visione più veritiera quella data da chi ha vissuto in quell'epoca. E questo per la mia solita insaziabile curiosità di sapere come vivevano in altre epoche.
La visione della vita quotidiana di Moll Flanders è terribile. In particolare mi stupisce come l'autore faccia partorire la signora e dare via i propri figli senza nemmeno un minimo di strazio da parte di questa. Non so se fosse così davvero o se così vedesse il mondo l'autore, ma è davvero impressionante l'uso dei figli come moneta di scambio o semplicemente il lasciarli al marito senza un sentimento di dolore... Spesso appare più addolorata per la mancanza di denaro che per la morte di un marito... insomma... sarò una sentimentale, ma in questo libro di sentimento non ce n'è nemmeno l'ombra!
Alla fine ammetto di aver detestato più l'autore per le peripezie che fa vivere alla sua antipatica eroina, che non l'eroina stessa. E da metà del libro fino alla fine, speravo semplicemente che il libro finisse e la finisse la signora di vivere avventure una più sfortunata della precedente...



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La Bisbetica Domata

Ogni tanto mi capita un libro di una pièce teatrale in mano. Sono molto ingnorante in materia, ma mi piace leggerli.
Mi è successo di comprare questo libro con il testo a fronte poco tempo fa. Assolutamente impossibile per le mie capacità leggere la versione inglese, anche se spesso l'ho usata per capire le scelte di traduzione in italiano.
La trama la conoscevo già grazie al film di Zeffirelli (spero di non fare una gaffe) con Burton e la Tayor. Però non avevo assolutamente idea di quanto questo fosse stato fedele al testo originale o no.
E' una pièce davvero divertente, letta con molta rapidità, ma con tanti di quei personaggi che ogni tanto ero costretta a tornare un attimo indietro per essere sicura di sapere chi stava parlando a chi.
Non ricordo di aver letto altro di Shakespeare e se l'ho fatto è stato secoli fa, ma sicuramente almeno altre commedie le affronterò.
Per le tragedie devo essere in vena, anche se Re Lear mi attira molto...



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