JRR Tolkien
Lo Hobbit
Il Signore degli Anelli
Il Silmarillion
I racconti incompiuti


Lo Hobbit

Lo Hobbit racconta l'antefatto di ciò che succede ne Il Signore degli Anelli.
È la fantastica avventura di Bilbo Baggins, hobbit scapolo che abita a Hobbiville, nella Contea.
Un giorno alla sua porta bussano lo stregone Gandalf e 13 nani per convincerlo ad intrapprendere un'avventura avventurosa!
E l'avventura fu davvero avventurosa! Soprattutto per un hobbit, abituato alla vita tranquilla dentro in confini della Contea!
Uomini neri (sarebbero Troll, i Vagabondi del Signore degli Anelli: una pessima traduzione in italiano in entrambi i casi), draghi, tesori nascosti e chi ne ha, ne metta!

Il libro l'ho letto un sacco di anni fa, ero adolescente, dopo essermi innamorata de Il Signore degli Anelli. E sinceramente mi deluse un po'. Non tanto la storia, quanto il linguaggio con cui era stata scritta, un linguaggio da favola, per bambini.
In verità credo che rileggendolo adesso lo rivaluterei molto. Ho sfogliato la copia che mi sono comprata poco tempo fa (con le illustrazioni del mitico Alan Lee! Edizione di lusso, molto costosa, bellissime illustrazioni, ma la traduzione è sempre quella...) e ho trovato alcune battute molto argute... sto seriamente pensando di mettere mano all' edizione in inglese... chissà che non sia la volta che riesco a leggere in lingua originale un libro di Tolkien!

Io Lo Hobbit lo consiglio a tutti gli adulti che vogliono regalare un libro ad un/a ragazzino/a che ama i libri.
Ovviamente la mia è una missione: convincere tutti che Tolkien è il più grande scrittore mai esistito, quindi cerco di far proseliti ogni volta che mi capita l'occasione!

maggio 2004

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Il Signore degli Anelli

C'era una volta una mamma che regalò alla sua figlia dodicenne un libro. Era un libro moolto grosso, con pagine moolto sottili e scritte fitte fitte. La figlia lo guardò un po' sospettosa...
"Leggilo! Vedrai che è bello!" disse la madre.
La ragazzina ci si mise: il libro iniziava con una noiosa descrizione di uno strano popolo detto "Hobbit", con le sue abitudini, caratteristiche e via dicendo... moolto noioso!
Poi iniziava il libro vero e proprio con la storia della preparazione di una festa di compleanno... una preparazione che durava pagine e pagine: troppo noioso!!!
La ragazzina rinunciò! Questo libro non mi piace!

Passano un paio d'anni e, quattordicenne, la ragazzina tira fuori di nuovo il tomo e decide che è ora di riprovarci, in fondo lei non aveva mai lasciato a metà un libro! Non poteva farlo con questo!

Riparte con la descrizione del popolo Hobbit (noiosetta ancora!), poi affronta il libro e la preparazione della festa di compleanno di Bilbo Baggins, Hobbit della Contea (noiosetta ancora, ma non poi così tanto).
Arriva al giorno della festa di compleanno e... la cosa comincia a farsi interessante... Bilbo Baggins scompare! Letteralmente! Durante il suo discorso in qualità di festeggiato, lasciando tutti con un palmo di naso!

Il libro prosegue ignorando ciò che Bilbo possa aver fatto dopo la sparizione e occupandosi di suo nipote, Frodo a cui Bilbo ha lasciato tutto in eredità. Tutto, proprio tutto! Pure un anello magico, che poi è quello che Bilbo ha usato per scomparire.
A questo punto, la ragazzina comincia a farsi incuriosire davvero! Perché, e non ve l'ho detto prima, nella storia c'è pure un mago, anzi uno stregone! Gandalf è un grande amico di Bilbo e promette a questi di vegliare su Frodo. Si, lo promette, ma appena Bilbo sparisce, pure Gandalf parte... ma come? Non doveva vegliare su Frodo?? L'unico consiglio che gli dà è di fare attenzione all'anello e di custodirlo con cura...

Poi però Gandalf ritorna alla Contea, ma sono passati moolti anni, anche se Frodo non dimostra di essere invecchiato.
E torna con una storia davvero inquietante! Sull'anello! Sembra che Bilbo abbia lasciato a Frodo L'UNICO. L'anello più malvagio e cattivo che sia mai esistito, forgiato dal Signore del male in persona: Sauron! Che lo perse tanti e tanti anni fa, così tanti che ormai nessuno o quasi più si ricorda dell'esistenza dell'anello. Ma l'anello, essendo magico, vuole tornare dal suo padrone. Ed essendo malvagio, può irrettire ogni cuore, anche il più buono, per questo bisogna fare attenzione.
Inoltre, ad aggravare la situazione, Gandalf racconta a Frodo che Sauron, che è ridotto ad un'ombra da quando ha perso l'anello, sta riacquistando potere e sta cercando il suo anello, grazie al quale potrà tornare a dominare la Terra di Mezzo...

Insomma, a questo punto, la ragazzina quattordicenne è stata presa dal vortice del racconto, divora le 1200 e rotte pagine del libro. Sussulta ad ogni colpo di scena, piange se qualcuno muore, fatica a chiudere il libro per fare le altre cose che una quattordicenne deve fare, tipo, ad esempio, studiare... e via dicendo...

Quello che lei non sa è che dentro di lei si è instillato un seme che con il tempo cresce e cresce... tanto che letto il libro una volta, non resiste, dopo pochi anni lo deve rileggere... e poi di nuovo, e poi comincia a cercare tutti gli altri libri di Tolkien, perché ormai la sola storia dell'anello le va stretta e deve sapere di più.

Ovviamente è inutile dire che la ragazzina ero io! Ma ora lo dico, altrimenti continare a scrivere in terza persona mi viene difficile!!

Ogni volta che rileggo il libro (ormai sono almeno 8 in vent'anni) scopro qualcosa di nuovo.
Perché, al di là della storia, scritta magistralmente, la Terra di Mezzo è il sunto di tutte le conoscenze del prof. Tolkien. Rileggendo il libro dopo essermi fatta un minimo di cultura sul mondo celtico (ma non solo), ho potuto constatare cosa si trova dietro alla costruzione della storia: la filosofia della Terra di Mezzo. E tutto questo non può che alimentare il mio amore per questo libro che è in assoluto il mio preferito!!!
Non vi racconterò di più della storia, perché è giusto che la scopriate da soli... poi ormai, se vi interessa solo la storia, esiste la trilogia dei film... belli, sì, ma mai mai mai quanto il libro.
E se non si è capito che mi piace... vuol dire che non avete letto fin qui!

maggio 2004
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Il Silmarilion

Il Silmarillion è un libro molto complesso.
Pur amando Tolkien tanto da rileggere Il Signore degli Anelli più e più volte, mi ci sono voluti quasi vent'anni per riuscire ad arrivare in fondo a questo libro.
Si tratta della cosmologia, della genesi, della mitologia e della storia antica della Terra di Mezzo. Argomenti tutti affrontati con un linguaggio molto aulico e complicato.
Il libro inizia con la creazione del mondo: la genesi del pianeta. E' un racconto lungo e, volendo, noioso, ma ho apprezzato tantissimo l'idea di una genesi per musica e canto. Il creatore, l'unico, Dio inizia un canto e cantando genera i suoi primi esseri, coloro che lo aiuteranno nella creazione del mondo: i Valar. E questi si uniscono al canto del creatore per dar vita, appunto, a tutto il creato.
Anche il tradimento avviene per mezzo del canto. Il male si insinua come un canto che si distingue dagli altri, che prende vita propria e abbandona la melodia principale e crea dissonanza e rovina il coro creatore.
E' un'immagine molto bella.
I racconti, perchè sono tutti racconti in questo libro, proseguono descrivendo la vita dei Valar, i singoli personaggi, che sarebbero un po' come divinità minori, se vogliamo.
Poi arrivano i Primi Nati, gli elfi, che vivono con i Valar e partecipano alla plasmazione del mondo.
Il male continua a crescere e a rovinare i piani di creazione e quando rovina è per sempre. Nonostante i tentativi di rimediare alla distruzione, tracce della rovina persistono.
Per colpa del male, del dubbio gli elfi si mettono in contrasto con i Valar e decidono di lasciare Valinor, la terra benedetta dove abitano i Valar. E così giungono alla Terra di Mezzo.
Si raccontano i primi tempi della Terra di Mezzo: le guerre atroci, l'arrivo degli uomini, i contatti e i contrasti con gli elfi... fino ad arrivare alla creazione degli anelli e a lambire le storie più famose raccontate ne Lo Hobbit e ne Il Signore degli Anelli.

Personalmente ho apprezzato i racconti perchè, da amante della Terra di Mezzo, mi sono stati utili per capire e approfondire molti argomenti.
Però mi rendo conto che è una lettura complicata e adatta soltanto ai maniaci della Terra di Mezzo come me.
A questi raccomando proprio la lettura, anche un racconto per volta, in fondo sono leggibili separatamente senza troppi problemi.
Ai neofiti, invece, suggerisco di partire dai due libri più famosi... poi, se doveste ammalarvi pure voi di Tolkienite acuta...
allora...

maggio 2004
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I racconti incompiuti

Questo è uno dei tre libri esistenti in lingua italiana che fanno parte di una lunga opera di filologia curata da Christopher Tolkien, figlio di JRR Tolkien. In lingua inglese dovrebbero essere più di 12, per quanto ne so. In italiano ne sono stati tradotti tre: I racconti perduti, I racconti ritrovati e I racconti Incompiuti, che è appunto questo.
Sul perchè della mancata traduzione degli altri 9 (suppongo) libri ne ho sentite diverse versioni: dal rifiuto di Christopher Tolkien ad autorizzare traduzioni così orribili e poco veritiere, al fatto che non vendevano sufficientemente.
Sinceramente non so quale possa essere la verità. Per quel che riguarda le traduzioni, non avendo il testo in originale per poter fare valutazioni non so cosa dire.
Certo è che avendo avuto modo di leggere parti de Il Signore degli Anelli in inglese, ho notato alcune imprecisioni anche di notevole importanza che mi hanno fatto pensare male della traduzione generale...

L'opera di Christopher Tolkien consiste nel radunare la grande quantità di scritti del padre, di organizzarli per temi, di verificare le varie versioni di ogni storia e di darne un resoconto organico in questi libri.

I racconti incompiuti è composto, come dice il titolo, da vari racconti che non hanno avuto un finale. Christopher Tolkien dà le varie versioni di ognuno, integrando il racconto principale (quello più compiuto tra le varie versioni rinvenute) con varie note indicando gli intenti di JRR Tolkien su come voleva far proseguire la storia.

Come per Il Silmarillion, si tratta di una lettura complicata, anche se il linguaggio è meno "pesante" di quest'ultimo e, secondo me, indicata soltanto a chi, dopo aver affrontato mille volte i due libri più famosi, non sa fare a meno di leggere della Terra di Mezzo.

Tra gli altri racconti, ce ne sono pure alcuni della stessa epoca della storia di Frodo e compagnia e alcuni che spiegano le origini di Gandalf. Sono molto interessanti e aiutano a chiarire alcuni lati oscuri de Il Signore degli Anelli, i lati oscuri pure nelle appendici.

maggio 2004
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