In questa pagina ho deciso di accogliere gli animali che ormai non sono più con me.

Per ora ci sono soltanto Micia, Peter e Benjamin, ma spero con il tempo di riuscire ad aggiungere note di quasi tutti... magari pure le foto se riesco a recuperarle!
08.01.2006

Micia

(Micia II in onore di Micia Prima, la mia prima gatta) è stata la decana di famiglia. E' morta questa estate all'età di 14 anni: la micia più longeva che abbiamo mai avuto. Abitava al piano terra con la mia famiglia.
E' stata la gatta che ha riportato il mondo felino in casa nostra. Per pochi anni mio padre era riuscito a farci stare senza felini, pochi anni! E' arrivata nel giugno 1991 ed era una roba tutta gambe, secca secca.
Quando la portai a sterilizzare, il veterinario mi sgridò perchè non le davo abbastanza da mangiare (buttavamo via il cibo perchè andava a male), non le davo ossa per i denti (idem come sopra: all'arrivo di sciami di mosche rinunciavamo) e poi... che era incinta e l'aveva dovuta far abortire: mi sgridò perchè l'avevo fatta uscire, a dire il vero noi eravamo stati molto attenti... peccato che lei fosse riuscita ad attirare il Romeo della situazione dal balcone... il mio pensiero, dopo tutto questo fu uno solo: Puttana!
Anche perchè se lo avessimo saputo, non l'avremmo fatta sterilizzare, ma le avremmo fatto finire la gravidanza...
Nessuno si sarebbe immaginato che con l'età sarebbe diventata la gattona degli ultimi tempi.
Grazie a lei mi sono laureata: mi ha assistito in ogni secondo di studio, possibilmente dormendo sul libro, oppure indicandomi con la zampina la riga da leggere e soprattutto dicendomi quando era il momento di staccare e fare una pausa. Non so perchè ma mio padre è convinto che il suo intervento (economico) sia più importante di quello di Micia nel risultato dei miei studi...
Aveva un incredibile istinto materno che la portava ad accettare con una certa rapidità ogni nuovo gatto, anche coniglio, bastava poterlo leccare e accudire!
Negli ultimi anni era diventata una gatta in pensione: dormiva e mangiava e basta.
Questo l'ha anche allontanata molto dall'affetto generale, perchè era sempre in un angolo un poco auto-esclusa dagli accadimenti generali... in verità era la malattia che stava avanzando e come gli anziani umani, si ritirava dalla vita attiva generale.
Negli ultimi mesi di vita la malattia che covava è degenerata rapidamente e nonostante le cure che con il veterinario abbiamo concertato, non ce l'ha più fatta e il 26 luglio 2005 abbiamo dovuto farla addormentare.
E' mancata a tutti, pure a mio padre, quello che "non voleva gatti". In fondo è stata con noi così tanti anni...







Peter & Benjamin


(la storia di Peter e Benjamin è più lunga perchè prima avevano una paginetta tutta loro, anzi ce l'aveva Benjamin, visto che preparai la pagina degli amici animali proprio il giorno prima che lui mi lasciasse...)
La mia esperienza con i conigli è iniziata in modo un po' strano: una mattina dell'autunno 2005 mi sveglio e decido che voglio una cavia! Non so cosa avevo sognato, perchè non lo ricordavo, ma il proposito mattutino era quello... Uscii per comprarla, ma non ne avevano... c'era però questo piccolo cosino nero con le orecchie lunghe, tenero tenero... E siccome io dall'età di 16 anni collezionavo conigli (pupazzetti, disegni, foto...) mi sono detta che alla collezione mancava solo un coniglio vero.
Detto fatto: esco dal negozio con gabbia, mangime e sparuta e tremolante bestiola nera in un angolo di una gabbia che sembra davvero troppo grande per lui. Nel viaggio in auto penso ad un degno nome: Bugs è scontato... no! Uhm... ma ovvio! Peter Rabbit!!!
Peter veniva con me su e giù in treno tra Ravenna e Bologna ed era il mio compagno di università: diciamo che suppliva alla mancanza di animali che mi prendeva a Bologna.
Da buon roditore, amava qualunque cosa potesse mettere sotto i suoi denti: cavi elettrici, cuffie dello stereo, i libri della mia compagna di stanza... e altre cose ovviamente "importanti" (una volta anche i lenzuoli di mia madre... già in coppia con Benjamin, però)...
Quando nell'estate del 1996 sono tornata a casa definitivamente da Bologna, con Peter è venuto anche Benjamin, che all'epoca si chiamava Novecento ed era stato abbandonato nel nostro appartamento da un'amica delle mie compagne.
Insieme a Novecento c'era pure una tartarughina acquatica (io le odio... ma che non si fa per gli orfani), chiamata in seguito Carolina, non è sopravvissuta ad una dura convivenza con il famoso "Jurassik Park",ovvero le 4 tartarughe di mio fratello talmente cattive che si erano beccate questo soprannome... ma questa è un'altra storia. Novecento era un coniglietto molto triste in una gabbia più piccola di lui: non rispondeva al suo nome, così lo cambiai in Benjamin al quale con il tempo aveva pure fatto l'abitudine.
Gli inizi sono stati tremendi. Se non lo sapete, ora vi dico io che i conigli sono animali territoriali. Due maschi non possono dividere lo stesso spazio vitale: uno dei due deve per forza morire... nella loro logica. E le penne ce le stava lasciando il povero piccolo Peter (piccolo davvero, Benjy non è proprio un coniglio nano, direi medio). Così quell'estate le mie trasandate tasche di studentessa sono state spolpate da due belle operazioni di sterilizzazione dei due amici conigli.
Smaltiti gli ormoni, i due hanno convissuto nella stessa gabbia (comprata per l'occasione più grande di quella di Peter per permettere a due conigli di stare comodi, altre spese...) per ben 5 anni. Benjamin non ha mai gradito il fatto di essere stato abbandonato. E' sempre stato chiaro che io e lui non ci piacevamo fino in fondo. Io per lui ho nutrito un po' di rabbia vedendo il mio povero Peter soffrire per la sua ingombrante presenza (Peter non è più stato lo stesso dopo l'arrivo di Benjamin, prima era più socievole, dopo aveva lo sguardo da "tradito" se così si può dire). E Benjamin è sempre stato burbero e distante... e se sento dire ancora che gli animali anche i più piccoli, non soffrono per l'abbandono....

Morto Peter, Benjamin ed io abbiamo vissuto da soli per qualche mese (io mi ero trasferita qui proprio qualche giorno prima che Peter cedesse alla sua malattia). Poi è arrivato Merlino.
Benjy era un coniglio già rodato con i gatti, visto che giù dai miei ce n'erano tre, ma Merlino proprio lo sconvolse!!! Quell'essere infernale che si permetteva di cacciare le sue zampacce dentro la sua bella e sicura gabbietta! Ma che siamo impazziti!!! Fece lo sciopero della fame per un mesetto, limitandosi allo stretto necessario per non morire. Poi, un bel giorno decise che, visto che il gattaccio non se ne andava, bisognava lasciare perdere e tornò a mangiare come un coniglio porcello come sua abitudine.

L'arrivo di Morgan è stato più indolore, ormai Merlino si era tranquillizzato e il gatto Morgan non nutriva un interesse così morboso nei confronti del coniglio. Però è stato guardato con sospetto: un altro intruso, ma che è un albergo???
Quando si è visto arrivare un terzo gatto, Birba, Benjamin deve aver fatto un ragionamento molto serio nella sua zucchetta con le orecchie lunghe: "qui i gatti non smettono mai di arrivare... forse se io divento più socievole e mostro interesse, magari quella la smette di portare a casa rogne!!!"
E così nell'estate 2003 Benjy era diventato un coniglietto socievole, un cambiamento in tarda età dovuto alla "sopravvivenza", direi.
Il piccolo roditore all'età di 8 anni si è arreso alla malattia e all'alba del 13 giugno 2004 l'ho trovato morto nella sua gabbietta. Nonostante il nostro rapporto conflittuale mi è dispiaciuto molto che morisse, soprattutto soffrendo per malattia.
Dopo la morte di Benjamin ho deciso che non avrò più animali in gabbia. Già è triste dover limitare la libertà di cani e gatti...